Chiesa di San Matteo

Un maestoso gioiello di arte sacra

Descrizione

Storia

I lavori di costruzione della chiesa di San Matteo al Cassaro iniziarono nel 1633 su iniziativa della confraternita dei Miseremini, ed in particolare del suo fondatore Leonardo Galici (1572-1634). I confrati erano dediti ad opere di carità sia per i poveri della terra, tramite la raccolta di elemosine, sia per le anime del Purgatorio, tramite la recita di messe di suffragio. Quest’ultima attività richiese ben presto la necessità di un luogo dove poter celebrare i sempre più numerosi suffragi. L’occasione si presentò quando, nel 1631, il celebre giureconsulto Mario Muta donò alla confraternita un palazzo di sua proprietà.
I lavori, affidati a Mariano Smiriglio, cominciarono nel 1633, mentre l’anno successivo moriva Fra Leonardo Galici. Nel 1647 i lavori terminarono e la chiesa fu consacrata. I confrati continuarono l’opera di carità e, agli inizi del ‘700, grazie alle donazioni di ricchi fedeli, l’interno della chiesa fu arricchito con le opere d’arte degli artisti più illustri dell'epoca. La bellezza dei nuovi decori fu tale che la Chiesa venne riconsacrata nel 1775.

Esterno

La chiesa si affaccia su Corso Vittorio Emanuele con una facciata barocca datata 1662, come riporta la targa di marmo posta al centro. La facciata fu realizzata, unitamente alle statue ornamentali (la Vergine al centro, San Matteo a sinistra e San Mattia a destra), dai maestri scultori Gaspare Guercio e Carlo D’Aprile.

Interno

Tra le principali opere d’arte presenti, gli affreschi della cupola e delle volte, magistralmente affrescate nel 1754 da Vito D'Anna (1718-1769) e allievi di bottega, ed i pregiati stucchi di Giacomo Serpotta e Bartolomeo Sanseverino.

Attribuiti a B. Sanseverino sono i 12 medaglioni in stucco dorato posti nelle vele degli archi, raffiguranti gli apostoli, e due delle quattro splendide statue addossate ai pilastri che sostengono la cupola, raffiguranti le virtù della Speranza e della Carità. Le altre due statue, allegorie della Fede e della Giustizia, sono opera di Giacomo Serpotta.
Del Serpotta, anche il gruppo scultoreo posta sopra l'altare maggiore, con le allegorie della Fede e della Preghiera e dell' Agnus Dei (1728), e quello posto sulla controfacciata. In quest'ultima raffigurazione del Cristo che con un mano prende da un angelo delle monete, simbolo del ricavato delle donazioni che la chiesa ha ricevuto, e le dona insieme ad un grappolo d'uva alle anime purganti perchè queste possano elevarsi al cielo, è chiaro il riferimento all’attività della Confraternita.

L'altare maggiore in marmi policromi, agate e lapislazzuli è uno dei più belli di Palermo e si deve all'abilità artistica di Gaspare Firriolo. I bassorilievi in legno dorato con scene bibliche sono di Filippo Cinistri (fine '700). Sull'altare un dipinto di Giuseppe Testa (1759-1815) raffigurante le anime del Purgatorio (1796). Sulle pareti laterali i bassorilievi in marmo raffiguranti i “Quattro Dottori della chiesa” di Giambattista Siracusa.

Ai lati del transetto si trovano altri due altari maggiori. Quello di sinistra ospita una teca in vetro con “Dormienza” e la tela "San Gregorio celebra Messa" (XVII sec.), opera di Leonardo Balzano; quello a destra un crocifisso ligneo con reliquiario di Vincenzo Siracusa del XVIII secolo.

Imponenti colonne di stile dorico dividono le navate laterali con 10 cappelle ricche di pregevoli pale d'altare. Tra queste ricordiamo:

  • Presentazione di Gesù Bambino al Tempio” (quarta cappella destra) e "Sposalizio della Vergine alla presenza di Sant'Anna" (1647) (quarta cappella sinistra) di Pietro Novelli;
  • "Sacra Famiglia" (1796), dipinto attribuito a Giuseppe Testa (seconda cappella sinistra);
  • "SS. Matteo e Mattia" di Antonio Manno, scolaro di Vito D’Anna (quinta cappella sinistra);

In fondo alla navata sinistra, si accede ai locali della sacrestia. Addossati alle pareti grandi mobili in legno pregiato magnificamente intagliati dallo scultore Pietro Marino nel 1738. Sulla volta della sacrestia i pregevoli affreschi di Filippo Randazzo da Nicosia (1695-1744).

Lougo suggestivo è la cripta dei Confrati Miseremini in cui, a partire dal 1714, vennero deposte le salme dei Confrati ed eccezionalmente anche di personaggi illustri come Giacomo Serpotta e Vito D’Anna. Una piccola lapide riporta la preghiera che i confrati usavano recitare prima di scendere nella cripta.

Dettagli

Via Vittorio Emanuele 257
90133 - Palermo

Orario

Tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00

Ingresso

Intero euro 1,00